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Moon Hill

Foto: James Heilman, CC BY-SA 3.0

Arco carsico

Audioguida Moon Hill (Yueliang Shan)

Yangshuo · 4 tappe · 90 min

Una torre calcarea di 380 metri di altitudine attraversata da parte a parte dal resto di una grotta svuotata dall'acqua: un occhio di circa 50 metri che cambia fase come la Luna mentre si cammina per la valle, e sotto la cui volta nacque l'arrampicata sportiva in Cina.

  • 90 min di audio
  • Arco naturale di carso

Moon Hill, il monte della Luna, si leva alla periferia di Yangshuo su una pianura di coltivi. Il suo nome formale è Mingyue Feng, picco della luna splendente, per il grande foro passante che si apre sotto la cima: un arco alto circa 50 metri e altrettanto largo, incorniciato da una parete di roccia spessa appena qualche metro. È tutto ciò che resta di un'antica grotta calcarea scavata sotto il livello della falda. Circa 800 gradini di pietra salgono dalla pianura alla volta, il cui soffitto è costellato di stalattiti.

Attorno a quella luna di pietra hanno girato figure molto diverse. In epoca Qing, Xu Tingzheng la battezzò la luna appesa all'alto picco; secondo la tradizione, Richard Nixon salì fin qui negli anni Settanta; nel 1990 due scalatori statunitensi attrezzarono sotto l'arco la prima via di arrampicata sportiva della Cina; e una contadina che vendeva acqua sulla scalinata imparò otto lingue e finì per essere conosciuta come Mama Moon.

Da vedere

  • Occhio della luna — Vuoto di circa 50 metri che attraversa la torre calcarea sotto la cima
  • Sentiero per Contemplare la Luna — L'arco passa da luna piena a mezzaluna e a luna a forma di sopracciglio
  • Scalinata di pietra — Circa 800 gradini dalla pianura alla volta, a circa 300 metri di altitudine
  • Soffitto di stalattiti — Figure identificate con Wu Gang e il Coniglio di Giada del mito lunare
  • Via Moonwalker — 7c di circa 20 metri sul rovescio dell'arco, culla dell'arrampicata sportiva cinese

Alla periferia di Yangshuo, tra risaie e torri calcaree, Moon Hill (月亮山, Yuèliàng Shān) si riconosce da lontano per un vuoto semicircolare che l’attraversa da parte a parte sotto la cima, e da cui si vede il cielo attraverso la montagna. Yueliang Shan, «monte della Luna», è il nome popolare; quello formale è Mingyue Feng (明月峰), «picco della luna splendente», perché il foro somiglia a una luna piena alta e luminosa. La cima raggiunge i 380 metri sul livello del mare.

La storia di Moon Hill comincia sott’acqua. L’arco, alto circa 50 metri e altrettanto largo, è tutto ciò che resta di un’antica grotta calcarea scavata nella zona freatica, sotto il livello della falda. La roccia che la circondava scomparve e lasciò in vista quello scheletro, incorniciato da una parete spessa appena qualche metro. In epoca Qing (1644-1912), Xu Tingzheng battezzò la vista «la luna appesa all’alto picco» e le dedicò una poesia.

Poi arrivarono i visitatori. Secondo la tradizione, Richard Nixon e la moglie Pat salirono fino all’arco negli anni Settanta, anche se la data di quella visita è discussa. Nel 1990, secondo la maggior parte delle fonti, gli statunitensi Todd Skinner e Sam Lightner Jr. attrezzarono sotto la volta la prima via di arrampicata sportiva della Cina, l’inizio di Yangshuo come meta di arrampicata. E a metà degli anni Novanta una contadina, Xu Xiuzhu, cominciò a vendere bevande e frutta sulla scalinata, imparò otto lingue parlando con gli stranieri e finì per farsi conoscere come «Mama Moon».

Per sapere cosa vedere a Moon Hill, l’audioguida percorre il monte in quattro tappe e 90 minuti: la spianata ai piedi, di fronte all’arco; la scalinata di pietra; la bocca sud dell’occhio della luna e la piattaforma belvedere sotto la volta. Il filo che le unisce è un’idea semplice e strana: la luna di questa montagna è il vuoto di una grotta che l’acqua ha svuotato, e attorno ad essa hanno girato poeti, presidenti, scalatori e una venditrice d’acqua che imparò il mondo su una scalinata.

Nella stessa campagna carsica scorre il fiume Yulong, che si discende su una zattera di bambù tra ponti di pietra; tornando in paese, il Parco di Yangshuo offre un’altra salita, con belvedere sul centro.

Una luna che attraversa la montagna

Spianata ai piedi del monte

Riassunto di questa tappa

La prima tappa è sulla spianata ai piedi del monte, accanto ai ristoranti contadini da cui l’arco si vede di fronte senza bisogno di salire. Da qui si capisce la stranezza del luogo: una torre di roccia massiccia con il cielo che si affaccia dal suo interno, e due nomi, quello popolare e quello formale, che leggono la stessa forma come una luna.

Quella luna non è fissa. A nord dell’arco si leva una collina arrotondata che gli fa da sfondo, e chi percorre il Sentiero per Contemplare la Luna (赏月路), sul versante sud, vede il vuoto passare da luna piena a mezzaluna e a luna a forma di sopracciglio a seconda dell’angolo. Da un veicolo in marcia l’effetto è ancora più rapido: l’arco cresce da primo quarto a luna piena e cala di nuovo.

La vista ha anche un nome letterario. In epoca Qing, Xu Tingzheng la chiamò «la luna appesa all’alto picco» e le dedicò una poesia secondo cui, da tempo immemorabile, un angolo della scogliera crollò e fino a oggi la sua anima superstite illumina mille autunni. Davanti all’arco, l’audioguida insegna a leggere quella luna attraverso i suoi nomi e il verso prima di iniziare la salita.

La scalinata dove una contadina imparò otto lingue

Scalinata degli 800 gradini

Riassunto di questa tappa

La pianura dei coltivi si trova a circa 120 metri sul livello del mare e l’arco a circa 300. Una scalinata di pietra di circa 800 gradini supera quel dislivello di quasi 180 metri; altre fonti ne contano 804 o quasi un migliaio. Sopra l’arco, più ripida, la scalinata prosegue verso la cima e il belvedere della Toeletta, un piccolo promontorio senza parapetto con vista circolare sul carso.

Raramente si sale da soli. Ai piedi aspettano donne con bottiglie d’acqua e bibite che, se il visitatore dice di no, lo accompagnano gradino dopo gradino fino all’arco e poi scendono a prendere il gruppo successivo, ancora e ancora nel corso della giornata, una scena che si ripete almeno dal 2009. Per questa stessa scalinata, secondo la tradizione, passarono Richard Nixon e la moglie Pat negli anni Settanta; alcune fonti parlano del 1972, ma quell’anno Nixon visitò solo Pechino, Shanghai e Hangzhou, e la visita si adatterebbe meglio al suo secondo viaggio, nel 1976. Nessuna fonte primaria aperta documenta la salita.

La storia più famosa della scalinata è quella di Xu Xiuzhu. Con solo tre anni di scuola elementare, cominciò a vendere acqua chiedendo agli stranieri in cinese se volessero bere; quando uno rispose «Wow, water», capì che «water» era l’acqua, e da allora annotò ogni parola nuova su un taccuino che ripassava prima di dormire e al risveglio. Imparò otto lingue e nel settembre del 1998 ottenne in via eccezionale la licenza ufficiale di guida. Il suo soprannome nacque nel 2002, su quello stesso taccuino, per mano di uno studente canadese che ebbe un capogiro durante la salita. A metà scalinata, l’audioguida racconta cosa accadde quel giorno e perché lei rifiutò di farsi pagare.

Lo scheletro di una grotta sotto l’acqua

Occhio della luna

Riassunto di questa tappa

Alla bocca sud dell’arco, il visitatore passa dalla luce all’ombra. L’occhio della luna misura circa 50 metri di altezza e di larghezza, ma la parete di roccia che lo incornicia ha solo pochi metri di spessore: visto da vicino, l’arco risulta molto più fragile di quanto suggerisca dalla pianura.

La sua origine spiega la forma. Questo vuoto è il resto di un’antica grotta calcarea che si scavò nella zona freatica, sotto il livello della falda. Il resto della roccia se ne andò, e rimase la grotta aperta da entrambi i lati, trasformata in finestra.

Sotto la volta, le due pareti interne sono lisce come muri, ma il soffitto è costellato di stalattiti e colate. Due di esse si identificano con il taglialegna Wu Gang e con il Coniglio di Giada, abitanti del palazzo lunare nel mito cinese; a volte se ne cerca una terza, quella della dea Chang’e. Da qui l’audioguida indica dove si nascondono quelle figure sul soffitto.

Il soffitto che aprì l’arrampicata cinese

Piattaforma belvedere sotto l'arco

Riassunto di questa tappa

Dalla piattaforma belvedere sotto l’arco, il soffitto si legge come una parete rovesciata. Vi corrono linee attrezzate con placchette, come Moonwalker, Over the Moon o Lunar Tick, e spesso ci sono scalatori appesi sotto la volta. Qui cominciò l’arrampicata su roccia naturale in Cina: nel 1990, secondo la maggior parte delle fonti, anche se altre indicano il 1991 o il 1992, Todd Skinner e Sam Lightner Jr. attrezzarono la prima via sportiva del paese. La più famosa è Moonwalker, un 7c di circa 20 metri aperto da Skinner che avanza sul rovescio dell’arco, appeso a colate e buchi, fino a una terza grotta vicino alla chiave.

Il rapporto tra la montagna e i suoi scalatori non è stato tranquillo. Quando l’accesso divenne privato e a pagamento, all’inizio degli anni Duemila, molti si infilavano senza biglietto e l’arrampicata fu vietata per la prima volta; più tardi, i proprietari del parco arrivarono a togliere le prime placchette alla maggior parte delle vie. Nel primo semestre del 2017 tornò il divieto, dopo che un frammento di roccia era stato sul punto di colpire alla testa un sorvegliante su questa stessa piattaforma, e in quegli anni si arrampicava solo durante il festival annuale di arrampicata di Yangshuo, a fine ottobre. Alla fine del 2019, la nuova società concessionaria lo revocò dopo un incontro con l’Associazione degli Scalatori di Yangshuo, in cambio di una revisione annuale delle vie finanziata con l’assicurazione obbligatoria di arrampicata.

Sotto il soffitto si mantiene inoltre un rituale. Chi concatena Moonwalker conclude la via con il «Moon Swing», l’altalena della luna: un enorme pendolo che attraversa il vuoto dell’arco da parte a parte, come il battaglio di una campana gigante. Nell’ultima tappa, l’audioguida spiega come si prepara quel pendolo e perché non è un incidente, ma una celebrazione.

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