Torre televisiva
Audioguida Torre della Perla Orientale (Dongfang Mingzhu)
Una torre televisiva di 468 metri nata perché Shanghai vedeva male la tv: fu piantata su alcuni magazzini all'estremità di Lujiazui, pagata con il primo prestito di banche cinesi a Pudong e fu il primo simbolo del nuovo distretto di fronte al Bund.
- 90 min di audio
- Icona di Pudong
Proposta nel 1983 dall'Ufficio radiotelevisivo di Shanghai e progettata dall'ingegnere capo Jiang Huancheng, la torre fu coronata nel dicembre del 1993 dopo 27 mesi di lavori, 105 giorni prima del previsto. Avviò l'attività commerciale il 18 novembre 1994 e dal 1° maggio 1995 trasmette 5 canali televisivi e 5 radiofonici in FM con un raggio di circa 80 chilometri che copre tutta Shanghai. Tre gambe inclinate sostengono undici sfere di rete d'acciaio, e un'asta d'antenna di 110 metri, sollevata in 11 giorni, la porta a 468 metri. Fu la struttura più alta della Cina dal 1994 al 2007.
La sua origine è quasi domestica: negli anni Ottanta i nuovi grattacieli coprivano il segnale della vecchia torre televisiva, e c'erano famiglie che si fabbricavano antenne esterne con lattine di Coca-Cola e di Sprite. Il suo finanziamento fu un atto di fede: le banche calcolarono il rimborso del prestito con biglietti da 5, 8 o 12 yuan, e quasi nessuno credeva che il pubblico avrebbe pagato 12. Il debito fu estinto in anticipo, intorno al 2000, e nel 2020 il biglietto costava tra 120 e 220 yuan.
Da vedere
- Tre gambe inclinate — pilastri di 108 metri e 7 di diametro che sostengono la sfera inferiore
- Undici sfere d'acciaio — cinque palle da 12 metri con camere d'albergo tra i 118 e i 210 metri
- Passerella di vetro — pavimento trasparente a 259 metri di fronte a Jin Mao, SWFC e Shanghai Tower
- Modulo Spaziale — la sfera di 16 metri in cima al fusto, il belvedere più alto della torre
- Museo delle cere della vecchia Shanghai — più di mille pezzi e più di cento figure fino al 1949
All’estremità di Lujiazui, dove lo Huangpu piega verso est proprio di fronte al Bund, si erge la Torre della Perla Orientale (东方明珠广播电视塔, Dongfang Mingzhu). È una torre radiotelevisiva di 468 metri, innalzata tra il 1991 e il 1994, sostenuta da tre gambe inclinate e infilzata da undici sfere di rete d’acciaio. Fu la struttura più alta della Cina dal 1994 al 2007, quando fu superata dal vicino Shanghai World Financial Center, e il primo simbolo del nuovo distretto di Pudong su una riva che fino ad allora aveva solo magazzini.
La storia della Torre della Perla Orientale comincia con un problema d’antenna. Il 25 agosto 1983 l’Ufficio radiotelevisivo di Shanghai propose una torre nuova perché i grattacieli coprivano il segnale della vecchia; il sito fu fissato nel 1985 e il progetto uscì da un concorso di 12 proposte. Quando nel 1989 il Canada ritirò un credito agevolato da 50 milioni di dollari, l’opera fu pagata con un prestito di 44 istituti finanziari cinesi. La struttura di 350 metri fu coronata nel dicembre del 1993, l’asta dell’antenna, di 110 metri e 450 tonnellate, fu installata il 1° maggio 1994, e la torre avviò l’attività commerciale il 18 novembre 1994.
La sua architettura fu riassunta dall’ingegnere capo Jiang Huancheng in una formula: «tre gambe, una ciotola e un ombrello». La torre si associa anche al verso «perle grandi e piccole cadono su un piatto di giada», dal poema «Pipa xing» di Bai Juyi, spesso presentato come fonte del progetto; un’altra versione attribuisce il primo uso di quell’immagine agli esperti della giuria Feng Jizhong e Wu Liangyong, e la paternità resta discussa. Ciò che non si discute è la silhouette: tre fusti verticali con gli ascensori all’interno, una grande sfera inferiore di 50 metri di diametro, un’altra superiore con belvedere oltre i 250 metri e, in cima al fusto, il piccolo Modulo Spaziale, il punto di osservazione più alto della torre, oltre i 350 metri.
La torre ha inoltre una vita propria. Dal 1° gennaio 1996, ogni giorno di Capodanno alle 9 del mattino, dalla sua piazza parte una gara di salita organizzata dall’Ufficio dello Sport di Shanghai. E nell’estate del 2025 è diventata un meme: i social cinesi si sono riempiti di immagini realizzate con l’intelligenza artificiale in cui la Perla era una «torre di difesa» da videogioco che sparava raggi laser contro chi passeggiava con un bicchiere di Mixue, la catena di tè al latte economico. La torre stessa ha seguito lo scherzo dal suo account ufficiale: «Non faccio più finta, sono davvero una torre di difesa».
Per sapere cosa vedere alla Torre della Perla Orientale, l’audioguida la percorre in quattro tappe e 90 minuti: la piazza ai suoi piedi, lo spazio sotto le gambe inclinate, la passerella di vetro a 259 metri e la sala di storia urbana alla base. Il filo è uno solo: la torre più fotografata di Pudong non nacque come capriccio futurista, ma come risposta a una città che non vedeva bene la televisione.
Di fronte alla torre, sull’altra sponda dello Huangpu, si allinea il Bund; su quella stessa sponda si trovano il Giardino Yu, nella vecchia città cinese, e, più a nord, a Hongkou, il Museo dei Rifugiati Ebrei di Shanghai.
Antenne di latta e magazzini sul fiume
Torre della Perla Orientale
Riassunto di questa tappa
La piazza ai piedi della torre apre il percorso, con la torre sopra e il Bund dall’altra parte del fiume. La sua origine è più domestica di quanto suggerisca la silhouette: negli anni Ottanta, i nuovi grattacieli di oltre 100 metri bloccavano il segnale della vecchia torre televisiva di 210 metri di Nanjing Road Ovest. Persino nella zona di Nanyang Road, a due fermate da quella torre, c’erano famiglie che si fabbricavano antenne esterne con lattine rosse di Coca-Cola e verdi di Sprite.
Il 25 agosto 1983 l’Ufficio radiotelevisivo di Shanghai propose una torre nuova. Il suo direttore, Zou Fanyang, cercò terreno a Lujiazui, dove allora c’erano solo alcuni magazzini all’estremità del meandro, e nel giugno del 1985 il permesso 219 della Commissione di Pianificazione fissò il sito sugli antichi magazzini di materie prime tessili e della Marina.
Mancava la forma. Nel maggio del 1988 tre istituti di progettazione presentarono 12 progetti e arrivarono in finale tre nomi molto diversi: «Eternità», «Disco volante» e «Perla Orientale», quest’ultimo dell’Istituto di Progettazione Architettonica della Cina Orientale. La scelta finale fu fatta da una riunione allargata del comitato municipale del Partito. Nella piazza, l’audioguida parte raccontando come una riva di magazzini sia finita coronata da una perla e non da un disco volante.
Tre gambe, una ciotola e un ombrello
Gambe inclinate della torre
Riassunto di questa tappa
Sotto le gambe la scala cambia. Tre pilastri di cemento di 108 metri e 7 metri di diametro escono dal suolo in diagonale e sostengono la grande sfera inferiore, di 50 metri di diametro; lungo l’asse della torre salgono tre fusti verticali di 9 metri che portano all’interno gli ascensori. L’ingegnere capo Jiang Huancheng volle rompere con il modello di torre «ciminiera con spiedino di frutta candita» e descrisse il suo progetto come «tre gambe, una ciotola e un ombrello».
La silhouette ha più calcolo di quanto sembri. Il progetto fu corretto due volte prima di essere costruito: la sfera inferiore salì da 58 a 68 metri dal suolo perché il tronco sembrasse più alto, e la piccola sfera in cima passò da 13,8 a 16 metri di diametro per armonizzarsi con le due grandi. Tra le due grandi si scalano cinque palle da 12 metri che, tra i 118 e i 210 metri, nascondono camere d’albergo.
Seguendo con lo sguardo fino alla guglia compare l’episodio più oscuro della torre. Secondo la tradizione documentata, all’alba del 13 aprile 2010, con Shanghai sotto una tempesta di pioggia e vento, un fulmine colpì la parte più alta verso le 2:20 e appiccò il fuoco accanto alla grande antenna. I vigili del fuoco tennero sotto controllo le fiamme in meno di un’ora, senza vittime né danni alla struttura, e né le trasmissioni né le visite furono interrotte. Mancavano meno di tre settimane all’Esposizione Universale del 2010. Sotto le gambe, la narrazione ricostruisce la notte in cui la torre ardette come una candela.
Dodici yuan e tre giganti vicini
Passerella di vetro a 259 metri
Riassunto di questa tappa
A 259 metri il pavimento diventa trasparente. La passerella di vetro circonda la sfera superiore, con il belvedere principale a 263 metri e il ristorante girevole a 267. I lavori iniziarono nell’ottobre del 2008 e aprì il 1° maggio 2009, quando la torre non era più la più alta della Cina: lo era stata dal 1994 finché nel 2007 fu superata dallo Shanghai World Financial Center. Da qui si vedono allineati Jin Mao, SWFC e Shanghai Tower, tre grattacieli di oltre 420 metri.
Questa altezza ebbe un finanziamento insolito. Nel 1989 il Canada ritirò un credito agevolato da 50 milioni di dollari, e la torre andò avanti con un prestito sindacato di 44 istituti finanziari cinesi, firmato il 10 aprile 1991 all’hotel Yinhe: il primo dello sviluppo di Pudong e il primo del paese in valuta e in yuan solo con banche cinesi. Le banche calcolarono il rimborso con biglietti da 5, 8 o 12 yuan, e quasi nessuno credeva che il pubblico avrebbe pagato 12. Il debito fu estinto in anticipo, intorno al 2000.
Dall’alto circola anche una lettura popolare del paesaggio. Racconta la leggenda che il ponte di Yangpu, a nord-est, e quello di Nanpu, a sud-ovest, i due grandi ponti della circonvallazione interna sullo Huangpu, siano due draghi che si contendono una perla: la torre stessa, nell’antico motivo cinese dei «due draghi che giocano con una perla». Non è un’intenzione dichiarata dei progettisti, ma un’immagine che gli abitanti di Shanghai applicano al complesso. Sul vetro, l’audioguida traccia quella mappa di draghi, banche e grattacieli.
La vecchia Shanghai di cera sotto la torre nuova
Sala di storia urbana di Shanghai
Riassunto di questa tappa
Il percorso termina di nuovo alla base, nella Sala Espositiva della Storia Urbana di Shanghai, conosciuta come «museo delle cere della vecchia Shanghai». Riunisce più di mille pezzi e più di cento figure di cera che percorrono la città dalla fine degli Yuan e dall’inizio dei Ming fino al 1949: la città antica, il porto aperto e l’epoca delle concessioni.
Il contrasto è forte: la Shanghai precedente al 1949, ricreata ai piedi del simbolo della città nuova. Il 29 settembre 2024 la torre accolse il suo visitatore numero 100 milioni, il tedesco Peter Baur, professore di fisica in pensione di 66 anni, alla sua prima visita a Shanghai e nel giorno del suo 35° anniversario di matrimonio.
In quei giorni, una turista francese che era stata in Cina una trentina d’anni prima riassunse il cambiamento della riva in una frase: «Allora, guardando da Bund verso Pudong, c’era solo la Perla Orientale». Tra le figure di cera, l’ultima tappa dell’audioguida unisce la città che fu alla riva che venne dopo.