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Città vecchia di Nantou

Foto: Iswzo, CC BY-SA 4.0

Città fortificata Ming

Audioguida Città vecchia di Nantou (Nantou Gucheng)

Shenzhen · 5 tappe · 75 min

La città fortificata del 1394 che dal 1573 governò la contea da cui nacquero Shenzhen e Hong Kong, e che oggi sopravvive a frammenti tra palazzi, caffè e sale espositive: una porta Ming, una loggia di mercanti, una sala ancestrale e un ultimo tratto di mura.

  • 75 min di audio
  • Mura Ming del 1394

Nel 1394 i Ming innalzarono qui una città di guarnigione con mura di terra e sabbia gialla, fossato perimetrale e un recinto di 680 per 500 metri. Nel 1573 arrivarono per ordine del governo 7.608 famiglie della regione di Dongguan e Nantou divenne sede della nuova contea di Xin'an, il cui territorio comprendeva all'incirca quelle che oggi sono Shenzhen e Hong Kong. Fu il capoluogo amministrativo della zona fino al 1953, quando la capitale della contea si trasferì a est, accanto alla ferrovia Kowloon-Canton; nel 1979 l'intera contea di Bao'an prese il nome di Shenzhen.

Il contrasto sta in ciò che resta in piedi. Dal 1980 nel recinto sono state costruite senza pianificazione più di 900 case a più piani, alcune con pietra tagliata dalle mura stesse, e oggi meno del 5% degli edifici è anteriore alla fine dei Qing. Tra i palazzi resistono la Porta Sud, l'unico edificio corporativo conservato a Shenzhen e la sala ancestrale che i discendenti di Wen Bi dedicarono al fratello Wen Tianxiang. E il poco che sopravvive delle mura lo salvò un parco nato nel 1925 come omaggio a Sun Yat-sen.

Da vedere

  • Porta Sud — Arco Ming con due iscrizioni e un assalto britannico del 1858 che ogni parte racconta a modo suo
  • Sala corporativa di Dongguan — L'unico edificio corporativo di Shenzhen, con quattro stele Qing su mercati e moli
  • Piazza Baode — Il cuore del capoluogo di una contea che comprendeva Shenzhen e Hong Kong
  • Sala ancestrale Wen — Il tempio di Wen Tianxiang innalzato dai discendenti del fratello che si arrese
  • Parco Zhongshan — L'ultimo tratto delle mura del 1394, salvato da un omaggio a Sun Yat-sen

Tra palazzine di più piani, una porta di pietra di epoca Ming segna l’ingresso della Città vecchia di Nantou (南头古城, Nantou Gucheng). Il suo recinto fortificato fu innalzato nel 1394, e dal 1573 fu la sede della contea di Xin’an, il cui territorio comprendeva all’incirca quelle che oggi sono Shenzhen e Hong Kong. La vecchia capitale di due future metropoli è oggi un villaggio urbano rinnovato di strade strette, caffè e sale espositive, dove meno del 5% degli edifici è anteriore alla fine della dinastia Qing.

La storia della Città vecchia di Nantou comincia prima delle sue mura. Nel 265 vi si stabilì un comandante del sale con la sua fortezza, e nel 331, sotto l’imperatore Cheng dei Jin Orientali, il luogo divenne sede della prefettura militare di Dongguan e della contea di Bao’an. Da qui vengono le cifre che ripetono i testi istituzionali, circa 1.700 anni di storia o addirittura 2.000 come centro amministrativo, anche se la muraglia conservata è del 1394 e quasi tutto ciò che si vede in piedi è molto più tardo. La città attraversò la Grande Evacuazione costiera dell’era Kangxi, un assalto britannico nel 1858 e, alla fine, lo spostamento del potere verso est: la ferrovia Kowloon-Canton fece prosperare il mercato di Shenzhen, nel 1953 il capoluogo della contea vi si trasferì e nel 1979 l’intera contea di Bao’an prese il nome di Shenzhen. Prima ancora, il 16 ottobre 1949, a Nantou era stata issata la bandiera rossa che proclamò la liberazione del capoluogo della contea.

La sua architettura si legge per strati. Sulla croce di strade ereditata dai Ming, quella che portò gli abitanti a chiamare la città semplicemente «Jiu Jie», le Nove Strade, a partire dal 1980 furono costruite senza pianificazione più di 900 case a più piani, con gronde in finto antico e un misto di mattone grigio, intonaco a ghiaia lavata e piastrelle. Tra di esse resistono pezzi di altre epoche. Lo Yuying Tang, orfanotrofio e chiesa cattolica terminato nel 1868, fu la prima chiesa cattolica della regione di Shenzhen e mostra un marcato stile italiano. L’ufficio della contea di Xin’an che si visita non è l’edificio storico, ma una ricostruzione su un altro lotto: il sito originale si trovava accanto al tempio Baode. E fuori dalla Porta Sud, sull’area dell’antica sede del governo della contea di Bao’an, il Museo della città vecchia di Nantou dedica le sue sale alla storia urbana di Shenzhen; il suo edificio principale fu all’inizio l’ufficio del primo governo di Bao’an dopo il 1949, e l’insegna con il suo nome fu scritta a mano da Jin Yong, il grande autore di romanzi di arti marziali.

L’ultimo strato è arrivato con l’architettura contemporanea. Nel dicembre 2017 la settima Biennale Bi-City di Urbanistica e Architettura Shenzhen-Hong Kong aprì qui la sua sede principale, la prima volta che la biennale si teneva dentro un villaggio urbano, con capannoni industriali degli anni Ottanta e Novanta trasformati in sale espositive. La riqualificazione successiva divide le opinioni: i critici la associano alla gentrificazione e all’espulsione di residenti con pochi mezzi, e i curatori della biennale la difesero come alternativa alla demolizione, anche se due di loro, Hou Hanru e Liu Xiaodu, avvertirono del rischio di una gentrificazione troppo rapida.

Per sapere cosa vedere nella Città vecchia di Nantou e leggere ogni strato al suo posto, l’audioguida la percorre in cinque tappe e 75 minuti di narrazione: dalla Porta Sud alla loggia dei mercanti di Dongguan, alla piazza Baode, alla sala ancestrale dei Wen e all’ultimo tratto di mura del Parco Zhongshan. Il filo è uno solo: questo quartiere di palazzi addossati fu la capitale amministrativa di tutto ciò che oggi è Shenzhen e Hong Kong, e ciò che resta di quella capitale sopravvive a frammenti, sotto tutto quello che ogni epoca vi ha gettato sopra.

L’altra traccia della Shenzhen anteriore alla riforma è l’antico mercato di Shenzhen Xu, oggi la via pedonale Dongmen, e la riforma ha il suo simbolo a pochi chilometri, sulla nave arenata di Sea World.

La Porta Sud e i suoi due finali

Nantou Ancient City South Gate (南头古城南门)

Riassunto di questa tappa

Davanti alla Porta Sud si apre la piazza della barbacane, un antico spazio difensivo del sistema di mura oggi trasformato in piazza alberata con prato, l’anticamera del recinto. L’arco, dell’inizio dei Ming, misura 10 metri di larghezza e 4,5 di altezza e ha perso la torre che lo sormontava. È l’ingresso della città del battaglione di guarnigione di Dongguan innalzata nel 1394, ventisettesimo anno del regno Hongwu: una muraglia con base di terra e sabbia gialla, un fossato perimetrale e un recinto di 680 metri da est a ovest per 500 da nord a sud.

Due iscrizioni riassumono quella vocazione militare. All’interno del tunnel si conserva la targa Ming con i caratteri «Ning Nan»; sopra l’arco, l’iscrizione «Lingnan Zhongzhen», «piazzaforte del Lingnan», scritta da Jin Wenmo, magistrato di Xin’an nell’era Kangxi.

La porta custodisce inoltre un episodio oscuro che ogni parte racconta a modo suo. Nell’agosto del 1858, in piena Seconda Guerra dell’Oppio, Nantou subì un assalto britannico. Secondo la versione britannica, la cannoniera HMS Starling si avvicinò con bandiera di parlamento e fu accolta a colpi di arma da fuoco; giorni dopo sbarcarono marinai e fanteria, appoggiarono scale alle mura, fecero saltare la porta e incendiarono la città prima di tornare a Canton. Secondo la versione cinese, più di 3.000 soldati britannici arrivarono con grandi navi, vapori e una cinquantina di imbarcazioni, e i difensori di Xin’an, soldati e abitanti, combatterono sei ore fino a respingerli senza che occupassero la città. Davanti all’arco, la narrazione mette a confronto i due racconti e rivela il dettaglio più amaro di quella giornata.

Stele di moli tra caffè del 2020

Dongguan Guild Hall (东莞会馆)

Riassunto di questa tappa

La strada nord-sud è l’asse della croce di strade che conserva il tracciato Ming. La riqualificazione iniziata nel marzo 2019 ha aperto il 26 agosto 2020 un tratto di più di 330 metri con 18 punti di interesse, oggi fiancheggiato da negozi, caffè e spazi espositivi, in un recinto che conserva più di 1.000 edifici. La via Zhongshan Sud, che porta direttamente alla Porta Sud, è una delle nove che diedero alla città il suo soprannome popolare.

Su un lato si leva la Sala corporativa di Dongguan (Bao’an Gongsuo), la loggia dei mercanti di Dongguan dove si trattavano i prezzi e l’unico edificio corporativo conservato a Shenzhen. Ha tre campate di larghezza e due di profondità, è orientata da ovest a est e porta una targa centrale scritta da Liang Jin’ao nell’era Tongzhi. All’interno custodisce quattro stele che descrivono i mercati, le botteghe e i moli di Nantou in epoca Qing.

Quella città di mercanti guardava all’estuario del Fiume delle Perle, e l’estuario portò visite da molto lontano. Nel giugno del 1517 il diplomatico portoghese Fernão Pires de Andrade giunse alla foce del fiume e chiese al comandante navale di Nantou il permesso di risalire con le sue navi fino a Canton; nel 1521 la flotta Ming di Wang Hong sconfisse i portoghesi a Tunmen. Davanti alla loggia, l’audioguida getta un ponte tra le stele Qing e i caffè di oggi.

Capitale di due metropoli, circondata da palazzi

Baode Square (报德广场)

Riassunto di questa tappa

Al centro del recinto, la piazza Baode è un piccolo spazio aperto circondato da case di epoche diverse, con un campo da basket in graniglia degli anni Novanta che la riqualificazione ha deciso di conservare. Sembra poca cosa rispetto a ciò che rappresenta.

Nel 1573, primo anno dell’era Wanli, 7.608 famiglie della regione di Dongguan, 33.971 persone, si trasferirono in città per ordine del governo, e Nantou divenne sede della nuova contea di Xin’an. Il nome veniva da una formula, «rinnovare il vecchio e trasformare il pericolo in pace», e il suo territorio comprendeva all’incirca l’attuale Shenzhen e Hong Kong. La sede del magistrato era qui accanto, vicino al tempio Baode.

Poi il potere si spostò a est, seguendo il treno: la ferrovia Kowloon-Canton fece prosperare il mercato di Shenzhen e nel 1953 il capoluogo della contea vi si trasferì. Dopo la creazione della Zona Economica Speciale nel 1980, la vecchia capitale rimase avvolta da più di 900 case a più piani costruite senza pianificazione, alcune con pietra tagliata dalle mura stesse. Dal campo da basket, la narrazione ricostruisce come il centro di un intero territorio sia finito nascosto tra i palazzi.

Wen Tianxiang, in casa del fratello che si arrese

Xinguo Wengong Temple (信国文公祠)

Riassunto di questa tappa

La Sala ancestrale Wen del duca di Xinguo è l’edificio antico più grande e meglio conservato della città. La innalzarono i discendenti di Wen Bi, fratello di Wen Tianxiang. All’interno, la statua di Wen Tianxiang si leva sotto una targa con i caratteri «Haoran Zhengqi», «spirito retto e vasto», e dietro figura per intero la sua poesia «Passando per il mare di Lingding», scritta nel 1279, quando, prigioniero degli Yuan, attraversava su una nave nemica l’estuario del Fiume delle Perle, il Lingdingyang: le stesse acque che bagnavano Nantou.

Il paradosso è documentato. Quello stesso autunno del 1279, Wen Bi consegnò la città di Huizhou agli Yuan e arrivò a servirli come alto funzionario. Il tempio del martire che preferì morire piuttosto che arrendersi lo costruirono dunque i discendenti del fratello che si arrese. La storia ha giudicato quella resa in modi opposti, e lo stesso Wen Tianxiang lasciò in una poesia il verso «chi non ha legami di sangue; il dolore è profondo come il mare». Davanti alla statua, l’audioguida si sofferma sulla ferita di un lignaggio diviso tra lealtà e resa.

L’ultimo tratto di mura, salvato da un parco

Monument to the Liberation of Neilingding (解放内伶仃纪念碑)

Riassunto di questa tappa

Sul bordo nord del recinto, dentro il Parco Zhongshan, sopravvivono tratti della base della muraglia del 1394; quasi tutto il resto del perimetro è scomparso. La prima grande perdita arrivò con la Grande Evacuazione costiera dell’era Kangxi (1661-1669): la popolazione fu spostata a nord e le mura e le case furono smontate per costruire un muro di frontiera 50 li nell’entroterra. Nel 1666 Xin’an fu fusa con Dongguan, e nel 1669 fu ripristinata con sede di nuovo a Nantou.

Ciò che resta deve la sua sopravvivenza a un omaggio. Nel 1925, anno della morte di Sun Yat-sen, il magistrato della contea di Bao’an Hu Yu, un gentiluomo di Hong Kong, promosse accanto alle mura nord un piccolo parco di 1,3 ettari in sua memoria: è l’attuale Parco Zhongshan, il più antico di Shenzhen. Quello stesso anno, a luglio, fu fondata all’interno della città la prima cellula del Partito Comunista della contea di Bao’an. Il parco fu riaperto ampliato il 12 novembre 1999, nel 133º anniversario della nascita di Sun, con una grande testa di pietra di Sun Yat-sen diretta dallo scultore Qian Shaowu, ritenuta la più grande del Paese.

Accanto ai resti delle mura si erge il Monumento alla liberazione di Neilingding. Il 390º Reggimento lo eresse nel 1950 nel campo di addestramento della Porta Sud, in ricordo dei caduti nella presa dell’isola di Neilingding il 18 aprile di quell’anno, e nel 1995 fu ricostruito qui. Il percorso termina con il filo che unisce le due sponde: nel 2023, 450º anniversario della contea di Xin’an, Shenzhen e Hong Kong organizzarono celebrazioni congiunte e più di 2.000 studenti di Hong Kong visitarono la città vecchia durante l’estate. Accanto alle mura, l’ultima tappa dell’audioguida misura ciò che fu Nantou da quel poco che resta in piedi.

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